Girava con un lampeggiante applicato sul tettuccio della sua Jeep Renegade. In tasca, poi, gli è stata trovata una placca del tutto simile a quella utilizzata dalla Polizia. E nel portaoggetti dell’auto è stata trovata una ricetrasmittente portatile marca “Tack Life Two Way Radio”. A fermarlo e a farlo finire nei guai, il 1° marzo dell’anno scorso a Biella, sono stati i poliziotti veri, l’equipaggio di una volante che ha deciso di effettuare il controllo dopo aver notato il lampeggiante.

Il reato contestato al giovane (“possesso di segni distintivi contraffatti”), parla di detenzione e uso di oggetti o documenti che simulano la funzione di appartenente a un Corpo di Polizia. Durante il controllo, nella tasca dei pantaloni, i veri poliziotti avevano recuperato e sequestrato una placca metallica riportante la dicitura “Associazione nazionale di Polizia” con il logo della Polizia di Stato.

Ha preferito non comparire davanti al giudice dell’udienza preliminare. Erano però presenti i suoi difensori, che hanno avanzato e ottenuto istanza di patteggiamento in accordo anche con il Pubblico ministero. Così, alla fine, l’imputato se l’è cavata con una pena tutto sommato mite a dieci mesi e venti giorni di reclusione con la condizionale (la pena prevista va da due a cinque anni).

SOURCEprimabiella.it
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