All’interno del carcere di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta, c’era un vero e proprio giro di droga. La sostanza veniva fatta recapitare da un agente di polizia penitenziaria a un detenuto, che è stato arrestato. L’agente è finito ai domiciliari insieme con altri quattro indagati con l’accusa, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata allo spaccio e commercio di sostanze stupefacenti, corruzione e utilizzo illecito di telefoni cellulari all’interno del carcere.

L’operazione è scattata all’alba, condotta dalla Polizia penitenziaria del nucleo investigativo regionale della Sicilia, insieme al Nucleo traduzione e piantonamenti, del Prap di Palermo, del Reparto della casa di reclusione di San Cataldo, con il coordinamento del Nucleo investigativo centrale di Roma. Su richiesta della Procura di Caltanissetta, il Gip ha emesso le ordinanze.

Le indagini hanno avuto inizio dalla segnalazione del comandante del reparto di Polizia penitenziaria della casa di reclusione di San Cataldo, e hanno permesso di accertare che l’assistente capo S.C.M., in forza nella struttura, dietro compenso in denaro provvedeva a introdurre sostanze stupefacenti nel penitenziario e che il detenuto  a cui la droga veniva recapitata, si occupava della commercializzazione tra i detenuti e delle richieste dei successivi rifornimenti.

SOURCElivesicilia.it
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