La polizia era da tempo sulle tracce di un traffico di droga proveniente dall’estero, un grosso quantitativo di Gbl, comunemente chiamata droga dello stupro. Fino a quando uno dei pacchi sospetti è stato recapitato a casa dell’artista 71enne, tre flaconi con un litro di Gbl. Che in tribunale si è difesa parlando di “detersivo”.

“La sostanza la usavo per pulire l’argenteria e una delle due auto di mio figlio che è rimasta a Roma. Quelle bottiglie le ha ordinate lui su internet, io non sono capace – ha detto al magistrato secondo la ricostruzione de Il Messaggero – Una la dovevo mandare a lui perché gli serviva in Inghilterra, dove è legale, l’altra arrivata a casa era un ordine che aveva fatto partire lui in aggiunta, perché il primo non lo consegnavano. Un flacone, poi, io lo tengo sempre a casa per fare le pulizie insieme alla domestica”.

Non solo. Il pacco era arrivato prima a casa della madre, morta a ottobre: “Era arrivato lì perché quell’ordine era stato chiesto da mia madre a mio figlio. È stata lei a far conoscere a noi le proprietà di questa sostanza per la pulizia e voleva che avessi una bottiglia di scorta anche io. Lei la usava sempre per gli arredi in argento e i metalli”.

SOURCEtgcom24.it
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