«Faccio il poliziotto da parecchi anni e di cose ne ho viste tante… questa è una delle tragedie che ti colpisce di più alla bocca dello stomaco. Domenica ho fatto degli accertamenti per la scomparsa di Francesco e successivamente ho avuto modo di intervenire sul cadavere bruciato. In un primo momento come tutti non colleghi le due cose o forse non vuoi, ti rifiuti di fare un collegamento».

E aggiunge: «Oggi (ieri per chi legge, ndr ) apprendo questa notizia. È vero lo ripeto ne ho viste tante ci sono però delle situazioni che ti rimangono in mente. Dopotutto sotto la divisa siamo uomini. Riposa in pace Francesco che la terra ti sia lieve».

Intervistato dal quotidiano  IL TIRRENO  il poliziotto spiega: «L’ho scritta proprio perché mi sono trovato per motivi professionali a seguire da vicino sia il ritrovamento del cadavere carbonizzato che le ricerche. O meglio: sul cadavere carbonizzato la competenza era dei carabinieri, ma domenica sera comunque con la mia pattuglia siamo andati sul posto, per poi riferire ai superiori, e quindi ho visto quel corpo straziato dal fuoco. Da domenica stessa, e in tutti questi giorni, abbiamo ricercato un po’ ovunque il ragazzo scomparso. E come ho spiegato sui social, sinceramente, non avevamo fatto un collegamento tra le due cose».

Una tragedia troppo grande, quella di un giovane studente universitario trovato morto carbonizzato. E che ha colpito al cuore anche un poliziotto che davvero ne ha viste tante in tutti i suoi anni di carriera.

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