Numerose le segnalazioni da tutta Italia, a Lecce interviene la Digos cha apre un’indagine in seguito a una denuncia.

Tra i primi a finire al centro di questa strategia un ristoratore di Zollino, in provincia di Lecce: sulla sua pagina Facebook aveva invitato i refrattari al vaccino a non presentarsi nel suo locale. Da quel momento è stato investito da una pioggia di commenti eufemisticamente negativi (uno di questi recitava: «Disonora la terra di Puglia, mi guarderò bene dal referenziarlo a chiunque possa essere da quelle parti. Servizio pessimo, sgradevole, prezzi non adeguati al cibo appena mangiabile. Da evitare assolutamente») che lo hanno convinto a eliminare il post.

Non è andata meglio a Milano al titolare di un noto locale di Porta Ticinese, il «Tasca». Anche lui aveva affisso l’avviso a munirsi di certificato per accomodarsi ai tavoli. Risultato: insulti e minacce arrivate via social, auguri di morte e fallimento. A queste occorre aggiungere le chiamate di identico tono arrivate al suo telefono. «Mia moglie ha avuto paura, io penso a tutelare lei e le mie tre figlie» ha commentato il proprietario. Che si è convinto a levare il cartello«pro vax».

Creato inoltre un gruppo Telegram che conta oltre 30.000 utenti diffonde i nomi di ristoranti, pub, bar che dichiarano la loro adesione alla legge e invita tutti a prenderli di mira con recensioni che ne facciano crollare la reputazione.

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