Il pm di Milano Paolo Storari ha chiesto l’archiviazione dell’inchiesta in cui era indagato per eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi un agente di polizia che nella notte tra il 22 e il 23 febbraio scorso, durante un intervento in via Sulmona, ha esploso tre colpi di pistola, due dei quali hanno colpito, uccidendolo, un cittadino filippino di 45 anni.

Il poliziotto, è l’ipotesi, ha reagito al pericolo creato da quell’uomo che stava aggredendo lui e il collega con un coltello e che prima aveva tentato anche di scagliarsi contro due passanti.

La dinamica dei fatti è stata ricostruita grazie a numerose testimonianze. Tutti quelli che dalla finestre o dalla strada avevano visto qualche spezzone del film di quel lunedì notte, poco prima di mezzanotte e mezza, quando la vittima girava per via Sulmona, minacciando i passanti.

Anche la moglie della vittima era stata ascoltata. Avrebbe raccontato di quanto fosse stata difficile la vita con il marito, che aveva lasciato qualche mese prima quando era andata via di casa portando con sé la loro secondogenita, dopo che anche il figlio più grande, oggi già maggiorenne, aveva già fatto la stessa scelta anni prima quando il padre l’aveva aggredito con una tenaglia. Sui social la moglie aveva messo una candela come foto per commemorare il suo ricordo e erano stati tanti i messaggi di condoglianze di amici e parenti, in Italia e nelle Filippine.

SOURCErepubblica.it
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