I carabinieri lo avevano trovato in località Pradellano, nel comune di Pieve Tesino, cioè fuori dalla propria abitazione senza giustificato motivo. L’uomo si è opposto alla sanzione sostenendo di vivere in una casa di ridotte dimensioni e di avere la necessità di muoversi.

Nei giorni scorsi il giudice di pace di Borgo ha dato ragione ad un cittadino della Valsugana che si era opposto, con un ricorso, all’ordinanza di ingiunzione emessa nel dicembre scorso dal Commissario del Governo di Trento.

L’imputato veniva assolto in quanto solo un atto avente forza di legge e non un atto amministrativo può porre limitazioni a diritti e libertà costituzionalmente garantiti. Limitare le libertà personali degli individui in modo generale ed astratto – si legge ancora nella sentenza – secondo la giurisprudenza che si è progressivamente formata nei Tribunali ordinari, è un’evidente violazione della Costituzione”. Rilevando un vizio di legittimità del DPCM 8/3/2020, il giudice di pace ha quindi accolto il ricorso del cittadino ritenendo illegittimo il verbale condannando l’ente a restituire al cittadino la somma di 43 euro pari al rimborso del contributo unificato.

SOURCEladige.it
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