La cancelliera Merkel raccomanda cautela, il premier Draghi propone di spostare la partita dove il coronavirus circola di meno, ma Londra conferma e rilancia con più tifosi. La finale dell’Europeo di calcio di Wembley, in Inghilterra, il prossimo 11 luglio, sta diventando un caso internazionale. Da una parte l’Europa, dall’altra il Regno Unito sostenuto dalla Uefa.

Tutto nasce dalla conferenza stampa successiva al vertice tra Mario Draghi e Angela Merkel. Alla domanda di un giornalista tedesco, sulla possibilità di ospitare a Roma la finale di Euro 2020, il presidente del Consiglio ha detto: “La risposta è sì, mi adopererò perché la finale non si faccia in un paese dove i contagi stanno crescendo rapidamente“.

Intanto Londra tira dritto: secondo diversi media britannici, sono in corso trattative tra il governo di Londra e la Uefa per aumentare la capacità di Wembley per le semifinali e la finale di Euro 2020. Filtrano inoltre indicazioni sul fatto che il massimo organismo del calcio europeo non sia intenzionato a cambiare sede per gli atti conclusivi della manifestazione nonostante l’aumento dei casi Covid nel Paese.

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