La bozza del nuovo decreto dedica l’articolo 10 al certificato verde: un documento che permetterà lo spostamento tra regioni arancioni e rosse, e garantirà diverse altre possibilità di movimento.
Il governo immagina di darne il via ufficiale dal 26 aprile, giorno delle riaperture, mentre l’Unione europea sta lavorando per preparare un documento che sia per tutti i cittadini Ue e che sia pronto entro il mese di giugno.

Nel frattempo, per potersi muovere tra regioni si continuerà a usare l’autocertificazione, insieme con uno dei tre attestati necessari allegati, il certificato vaccinale, quello di avvenuta guarigione o l’esito del tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Sia il pass che un’eventuale app (che potrebbe contenere un codice a barre con tutte le informazioni necessarie) sono un progetto sul quale stanno lavorando diversi ministeri in Italia, dal dicastero di Vittorio Colao a quello di Roberto Cingolani.

In attesa che venga definita una tessera sanitaria europea, per poter ricevere il certificato verde saranno necessarie precise condizioni: l’avvenuta vaccinazione anti-Covid o la guarigione dall’infezione, oppure l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo. Il pass avrà una durata di sei mesi per i vaccinati e i guariti e di 48 ore per chi si sottoporrà a test antigenico o molecolare con esito negativo. La certificazione verrà rilasciata già alla somministrazione della prima dose di vaccino. Sarà in formato cartaceo o digitale e sarà compilata dalla struttura presso la quale è stato effettuato il vaccino. Se qualcuno proverà a falsificarlo, rischierà di finire in carcere.

SOURCEILMESSAGGERO.IT
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