Una nave cargo con 43 membri di equipaggio che trasportava circa 6.000 bovini dalla Nuova Zelanda alla Cina si è capovolta, mercoledì scorso, a largo dell’isola di Amami Oshima, nel sud-ovest del Giappone.

Sull’area imperversava il tifone «Maysak» con venti oltre i 200 chilometri orari, mare grosso e pioggia. La guardia costiera ha tratto in salvo, sino a ora, solo un ufficiale: Sareno Edvarodo, 45 anni delle Filippine.

L’uomo ha raccontato che la «Gulf Livestock 1» aveva perso un motore e poi è stata colpita da un’onda così potente da far rovesciare l’imbarcazione lunga 139 metri ed alta 20. La nave era stata costruita nel 2002, batteva bandiera panamense.

Le proteste degli animalisti
L’organizzazione neozelandese per i diritti degli animali Safe ha sottolineato come questa tragedia dimostri i rischi del commercio di esportazione di animali vivi. «Queste mucche non avrebbero mai dovuto essere in mare», ha detto Marianne Macdonald. «Questa è una vera tragedia e i nostri pensieri sono con il le famiglie dei 43 membri dell’equipaggio ma ci chiediamo perché questo commercio sia consentito.

La Nuova Zelanda sospende le esportazioni di bestiame dopo il naufragio.

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