Avrebbero dovuto combattere gli incendi in Sardegna, invece appiccavano il fuoco non lontano dai luoghi in cui avrebbero dovuto operare. Due volontari di Villamar sono stati arrestati con l’accusa di incendio boschivo doloso.

Secondo gli investigatori il movente “è complesso e si può rinvenire in connessione al perseguimento d’ingiusti benefici legati alle attività di protezione civile e di barracellato”. La misura cautelare è stata firmata dal Gip Roberto Cau del Tribunale di Cagliari: gli arrestati rischiano una condanna fino ai dieci anni di reclusione. Le indagini proseguono per fare chiarezza su altri incendi scoppiati nel sud Sardegna e nell’aere metropolitana di Cagliari.

“La polizia ambientale è indispensabile – sottolinea il Corpo forestale – per interrompere i delitti d’incendio riducendo il numero dei roghi. Resta imprescindibile l’attività di spegnimento che si avvale del fondamentale e apprezzato contributo delle associazioni di protezione civile e delle compagnie barracellari. Questo grave episodio non può dunque macchiare l’operato di tante persone che offrono la propria esperienza e il proprio tempo per proteggere il territorio e la popolazione, anche a rischio della propria incolumità”.

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