Soldi sottratti alle donazioni di imprenditori e cittadini per aiutare gli ospedali durante le fasi più critiche dell’emergenza coronavirus, e usati per bonifici personali. Almeno 100mila euro sarebbero stati ‘distratti’ attraverso un sistema di fatture false dai 4 milioni raccolti grazie alla generosità dei cittadini di Cremona, una delle città più colpite dal Covid. Questa è l’ipotesi della Procura di Cremona, che sta indagando per associazione a delinquere finalizzata alla truffa, all’autoriclaggio e all’appropriazione indebita, nei confronti di tre promotori della onlus ‘Uniti per la Provincia di Cremona’.

Dall’inchiesta della Guardia di Finanza, che ha perquisito la sede della onlus e le abitazioni dei tre indagati, risulta che i tre avrebbero prelevato soldi e li avrebbero utilizzati per scopi che nulla avevano a che fare con la beneficenza. La onlus avrebbe effettuato, si legge nel decreto di perquisizione, “alcuni bonifici, operazione definita “anomala” dai finanzieri. Si parla poi di “reciproci trasferimenti di denaro su conti esteri (Bulgaria, Gran Bretagna)

E il sospetto che anche solo un euro raccolto non sia arrivato a destinazione è un sospetto troppo grave che andrebbe a macchiare – dicono oggi tutti in città – un’operazione troppo bella e importante e capace di esprimere “il cuore grande dei cremonesi”. Fondi destinati agli ospedali di Cremona, Crema e Casalmaggiore e a tutte le realtà del territorio che si sono occupate e dedicate al sostegno e al supporto delle persone malate e in difficoltà in questi difficili mesi di emergenza sanitaria.

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