La prima anestesista, Annalisa Malara, e la prima dottoressa, Laura Ricevuti, che a Codogno curarono il paziente 1, Maurizio Cecconi, professore di cure intensive all’Università Humanitas di Milano che, come ricorda il Quirinale, “è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia ed Elena Pagliarini, l’infermiera di Cremona che crollò stremata alla fine del turno di lavoro, che fu contagiata dal coronavirus e per poi guarire, e la cui foto diventerà uno dei simboli della pandemia.

Sono soltanto i primi quattro dei nuovi 57 Cavalieri al merito della Repubblica, premiati per essersi “particolarmente distinti nel servizio della comunità durante l’emergenza coronavirus” come scrive ancora la Presidenza della Repubblica.

Il presidente Sergio Mattarella ieri nella sua visita per il 2 giugno a Codogno aveva annunciato i riconoscimenti, e oggi sono arrivati i nomi a “simbolicamente rappresentare l’impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della soldiarietà e dei valori costituzionali”. Venticinque donne e trentadue uomini, scelti in tutto il Paese per atti di coraggio o di ingegno: Mariateresa Gallea, Paolo Simonato e Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che andarono volontari nel cuore della zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena, don Fabio Stevenazzi invece ha lasciato la sua Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate per tornare in corsia come medico all’ospedale di Busto Arsizio dove aveva lavorato per anni. Anche Monica Bettoni, ex senatrice e sottosegretaria alla Sanità, è tornata a fare il medico, a Parma, e per questo viene premiata dal Quirinale. C’è poi Fabiano Di Marco, primario di pneumologia dell’ospedale Giovanni XIII di Bergamo che raccontò la situazione dell’ospedale e del presidio. Non manca l’attenzione al 118: Marina Vanzetta, operatrice di Verona, ha soccorso un’anziana, restandole accanto fino alla morte, mentre l’autista di Piacenza Giovanni Moresi ha raccontato l’esperienza di lavoro nella fase più difficile dell’emergenza. Per il Sud, c’è Beniamino Laterza, impiegato dell’istituto di vigilanza Vis Spa, che ha prestato servizio nel presidio Covid allestito nell’ospedale Moscati di Taranto.

SOURCErepubblica.it
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