“E’ preoccupante vedere utilizzata anche da parte di questo governo la stessa, identica, strategia di accanimento nei confronti delle navi delle ong, impegnate nel soccorso in mare.

Una strategia utilizzata dal governo precedente e che non ha al centro la sicurezza delle persone e la salvaguardia della vita umana, ma la volontà di scoraggiare la presenza delle ong in mare, altrimenti contestualmente verrebbero impiegate unità navali italiane ed europee”.

E’ l’atto di accusa di Giorgia Linardi, portavoce della Sea watch, che commenta così con l’Adnkronos il fermo amministrativo delle navi ong ‘Aita Mari’ e ‘Alan Kurdi’. “Invece – dice ancora Linardi -il Mediterraneo resta deserto”.

Sull’Alan Kurdi scontro Roma-Berlino: 
Sulla Alan Kurdi si profila uno scontro tra Italia e Germania. La nave della ong tedesca Sea Eye è stata posta sotto sequestro amministrativo il 5 maggio scorso a Palermo, al termine di un’ispezione della Guardia costiera che avrebbe riscontrato una serie di irregolarità.  A contraddire il rapporto della Guardia costiera è però intervenuto ieri il ministero dei Trasporti di Berlino. «Secondo l’opinione dell’amministrazione della Germania, stato di bandiera della nave – conclude infatti la nota – le irregolarità riscontrate dalle autorità italiane non presuppongono gravi problemi di sicurezza».

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PSnews
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