«Non permetterò che quattro scalmanati senza mascherina, seduti uno vicino all’altro, mettano in discussione tutto. Sono pronto a chiudere i Navigli e a bloccare l’asporto».

Le foto e i video delle persone assiepate ieri sui Navigli davanti a bar e locali non hanno provocato solo le proteste di molti, in Rete, ma hanno fatto letteralmente infuriare, anzi «incazzare» il sindaco Beppe Sala, ossia la persona che può — con un’ordinanza — richiudere quello che è stato aperto.

E venerdì Sala nel suo consueto video-messaggio alla città ha lanciato un ultimatum: «Io non sono un politico da metafore, sono un politico da atti. E il mio non è un penultimatum ma un ultimatum. O le cose cambiano oggi o io domani prenderò provvedimenti: chiudo i Navigli o piuttosto chiudo l’asporto. E poi lo spiegate voi ai baristi perché il sindaco non gli permette di vendere le loro bevande».

Da parte sua, il Comune oggi potenzierà i controlli sui Naviglio con la polizia locale. «Ma lo ripeto — conclude Sala —. Non stiamo giocando a guardie e ladri, non è un gioco, non possiamo permettercelo in una città con un milione e 400mila abitanti e 1700 chilometri di strada. Usiamo la testa tutti anche perché senza testa c’è solo l’1 per cento dei milanesi e non permetterò che l’1 per cento metta in difficoltà il restante 99 per cento».

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