La guerra ai pirati di carta è cominciata. Ed è cominciata in queste ore con l’ordine di sequestro di 19 canali Telegram che ogni giorno diffondono gratuitamente quotidiani, periodici e libri che hanno rubato. In mancanza di collaborazione da parte della società che gestisce la piattaforma di messaggistica istantanea, si andrà al “blocco di accesso” da parte dei provider italiani a Telegram.

L’iniziativa, senza precedenti, è della procura della Repubblica di Bari e chiude i canali pirata attraverso cui, ogni mattina, due milioni di italiani leggono fraudolentemente, quotidiani nazionali e locali, mensili, settimanali (e persino Topolino).

La novità è che tra i reati contestati c’è anche quello, molto grave di riciclaggio (è prevista la reclusione da quattro a 12 anni): la procura di Bari, infatti, contesta a Telegram di non aver mai voluto collaborare all’indentificazione e spegnimento dei canali pirata aperti sulla sua piattaforma. Al contrario di essersi sempre spesa per “far perdere le tracce dell’origine illecita”.

“La stima delle perdite subite dalle imprese editoriali è allarmante – scrive la Fieg – In una ipotesi altamente conservativa, si parla di 670 mila euro al giorno, circa 250 milioni di euro all’anno. Un dato che dovrebbe indurre l’Autorità di garanzia del settore ad intervenire, senza ulteriori indugi, con fermezza, con provvedimenti anche esemplari”.

SOURCErepubblica.it
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