«Non vogliamo che la morte del collega Pasquale Apicella, caduto nello svolgimento del proprio dovere, rimanesse solo nei ricordi di cerimonie e medaglie al valore. No, in questo specifico momento, diciamo no: e adesso basta.

Per noi poliziotti di qualunque parte d’Italia il collega assassinato a Napoli per sventare un furto era un fratello, un parente». Così il segretario generale del sindacato di Polizia, Mosap, Fabio Conestà sulla morte dell’agente Pasquale Apicella avvenuta questa notte a Napoli.

Noi vogliamo partecipare in massa ai funerali. Altro che divieti. La nostra autocertificazione è la divisa che indossiamo con orgoglio e dolore che sarà bagnata dalle nostre lacrimè. Si assiste -continua Conestà – a provvedimenti che scuotono gli animi dei cittadini, come ad esempio mandare a casa i condannati al 41 bis. Il Mosap si costituirà parte civile per devolvere alla famiglia quanto stabiliranno i giudici».

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