È questa la posizione espressa dal ministro degli esteri Luigi Di Maio ai suoi colleghi europei, nel corso di una conferenza video tenuta nelle scorse ore ed in cui, tra le altre cose, si è parlato proprio della nuova missione per il monitoraggio dell’embargo delle armi in Libia.

Non si tratta di voler essere buoni o cattivi, si tratta semplicemente di misurare le nostre forze e metterle tutte a disposizione dei nostri concittadini”.

L’Italia ora non può – ha concluso il ministro degli esteri – L’Italia ora chiede e vuole essere aiutata”. Dunque, Roma non darà la disponibilità dei propri porti per l’approdo delle navi che, da qui alle prossime settimane, parteciperanno alla nuova missione che si svolgerà a largo della Libia.

Un’operazione quest’ultima che andrà a sostituire quella conosciuta dal 2015 con la denominazione di Sophia e che, tra le altre cose, aveva il compito di contrastare i trafficanti di esseri umani e di vigilare sull’embargo delle armi in Libia. Obiettivi falliti e fuori portata: dal Paese nordafricano si è infatti continuato a partire e le armi sono continuate facilmente ad entrare.

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