Ci sarà senza dubbio un colpo per l’economia italiana perché le autorità hanno risposto con forza ed è questa risposta, piuttosto che la malattia in sé, che riduce l’attività economica”. Lo sostiene Jack Allen-Reynolds, economista di Capital Economics, sottolineando che il coronavirus rende più probabile un’altra recessione in Italia.

A causa del diffondersi del Covid-19, le famiglie e le imprese potrebbero essere colpite da uno shock di fiducia e l’economia potrebbe soffrire per le interruzioni della catena di approvvigionamento. A sostenerlo è Oxford Economics che prevede una contrazione dell’economia italiana nel 2020, poiché la crisi del coronavirus arriva in un momento in cui l’economia è già in stagnazione.

I settori più a rischio sono soprattutto il commercio e il turismo. Nel 2018, circa il 2,5% di tutti i turisti che arrivano nelle strutture ricettive italiane proveniva dalla Cina. Dato che il turismo contribuisce per il 13% al Pil italiano, i calcoli di RaboResearch stimano che un calo dei turisti cinesi del 25% potrebbe diminuire la crescita del Pil di circa 0,1 punti percentuali. L’impatto potrebbe essere un po’ più grande, dato che si deve tenere presente che i turisti cinesi spendono relativamente più di altri turisti.

Per quanto riguarda il commercio, circa il 3% del valore dell’export di beni italiani va direttamente in Cina e circa il 7% va ad altri paesi asiatici che saranno duramente colpiti dal rallentamento della Cina. A causa del blocco, anche le importazioni di merci cinesi sono ostacolate. Questo potrebbe danneggiare le vendite dei negozi al dettaglio che vendono beni di consumo cinesi e, più importante, la produzione industriale nazionale che dipende dai beni intermedi cinesi.

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