La famiglia è ora ricoverata allo Spallanzani. La donna era in isolamento domiciliare dopo essere tornata il 19 febbraio da Bergamo: le sue condizioni non sono gravi. L’uomo e la bambina asintomatici.

Si era accorta che qualcosa non andava al suo ritorno da Bergamo il 19 febbraio, dopo un soggiorno di 48 ore. I sintomi di un’influenza diversa da solito, che ha spinto una 38enne di Fiumicino a mettersi in auto-quarantena nella sua abitazione nella cittadina sul litorale. Nessun contatto con i familiari, in particolare con i due figli che hanno continuato ad andare a scuola. Poi però il malessere è aumentato e allora la donna, già in contatto con il medico di base e in accordo con la Asl di zona in isolamento domiciliare fiduciario, è stata sottoposta al tampone faringeo. Che venerdì è risultato positivo in entrambe le prove.

È lei il primo caso di coronavirus di un residente nel Lazio e in particolare in provincia di Roma, dopo che il 29 gennaio scorso due cinesi di 67 e 66 anni erano stati soccorsi dal 118 all’Hotel Palatino, in via Cavour. Loro, dopo quasi un mese di Terapia intensiva allo Spallanzani, sono guariti. E presto saranno dimessi, così come il ricercatore emiliano di 29 anni rimpatriato da Wuhan – da dove proveniva anche la coppia -, scoperto positivo nel corso della quarantena alla Cecchignola, poi completamente ristabilito dopo una degenza allo Spallanzani.

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