Nuovo colpo di scena nell’inchiesta sull’omicidio di Mario Cerciello Rega, il vicebrigadiere dei carabinieri ucciso la notte tra il 25 e il 26 luglio scorso a Roma. Secondo quanto riporta il Corriere della Sera, sarebbero state modificate le trascrizioni delle conversazioni in carcere intercettate tra i due giovani americani accusati del delitto e i loro avvocati e familiari.

I 18enni Lee Finnegan Elder, accusato di aver accoltellato a morte il carabiniere, e Gabriel Christian Natale Hjorth, che era con lui ed è accusato di concorso in omicidio, sono stati intercettati dagli inquirenti mentre parlavano, in inglese, con i loro legali e familiari nel carcere di Regina Coeli.

Secondo quanto riporta il Corriere, nell’informativa fornita ai pm in cui sono contenute le traduzioni in italiano dei dialoghi molte frasi sarebbero state modificate stravolgendone il senso, mentre altre sarebbero state omesse e non trascritte.

L’Arma dei Carabinieri ha spiegato che le traduzioni sono state eseguite da un perito nominato dalla Procura.

I due americani hanno sempre sostenuto di aver reagito pensando di essere stati aggrediti da due spacciatori. I pm invece, sulla base delle intercettazioni in carcere, li hanno accusati di essere consapevoli del fatto che fossero militari.

Altro passaggio quando Elder dice di aver chiamato la madre a casa spiegando che la polizia lo accusa di aver ucciso un poliziotto: “They’re saying I killed a cop”. Nella traduzione, riporta il Corriere, la frase diventa una confessione: “Ho chiamato casa dicendo di aver fatto la decisione sbagliata colpendo un poliziotto”.

Il Messaggero riferisce che i legali di Finnegan, Renato Borzone e Roberto Capra, dopo avere ottenuto gli audio delle intercettazioni, hanno disposto la trascrizione in inglese dei dialoghi e chiederanno che la traduttrice venga ammessa tra i testimoni del processo.

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