Sette condanne per i permessi “facili”. Otto anni e nove mesi di reclusione all’ex poliziotto e altre 6 condanne, di cui 4 sempre a carico di ex agenti, a pene tra un anno e 7 mesi e oltre 6 anni. Sono le sanzioni inflitte dal tribunale nel processo su un giro di permessi di soggiorno “facili” rilasciati in cambio di denaro o di altre utilità come computer, cene o il pagamento del bollo auto.

Processo che, in particolare, vedeva imputati poliziotti un tempo in servizio o presso l’Ufficio immigrazione della Questura o presso i commissariati Lorenteggio e Porta Genova, un funzionario e un mediatore cinese. La condanna più alta di 8 anni e 9 mesi, a seguito dell’inchiesta coordinata dal pm Paolo Filippini con al centro le accuse di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, è stata inflitta all’ex sovrintendente capo, arrestato nel 2017, con in più la confisca di villa Magnaghi, dimora settecentesca a Marcallo con Casone, nel milanese, intestata alla moglie del poliziotto.

Nell’inchiesta, che aveva portato agli arresti nel novembre del 2017, sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, falso ideologico e accesso abusivo a sistema informatico per quel giro di permessi “facili” rilasciati in cambio di cifre che variavano tra “i 200 e i 5000 euro” e altre utilità.

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