La scarica elettrica emessa dal Taser, in alcune condizioni particolari – come già accaduto in molti casi negli Stati Uniti – può anche uccidere, «soprattutto se chi lo usa non è a conoscenza di alcune precauzioni da adottare». Per questo «nei corsi di addestramento dovrebbero essere inserite nozioni di medicina, così da scongiurare rischi di morte per il soggetto colpito e tutelare il poliziotto che, usando il Taser, non ha intenzione di uccidere».

Lo afferma Maurizio Santomauro, cardiologo del Policlinico universitario Federico II di Napoli e presidente del Gruppo intervento emergenze cardiologiche (Giec), commentando all’AdnKronos Salute l’ok del Consiglio dei ministri al regolamento sull’uso della pistola a impulsi elettrici in dotazione delle Forze di polizia.

Il cardiologo – precisando di non essere contrario all’utilizzo del Taser per le forze di sicurezza – spiega che «il Taser spara due freccette collegate tramite dei fili elettrici che, a loro volta, producono una scarica ad alta tensione (in genere 50 mila volt), ma a basso amperaggio (tra i 6 e i 10 milliampère), rilasciata in brevissimi impulsi ravvicinati. Per ottenere l’effetto desiderato entrambe le freccette devono colpire il bersaglio. E sono proprio questi impulsi i responsabili potenziali di un’aritmia cardiaca, oltre che della contrazione dei muscoli periferici». Aritmia che, in particolari condizioni e soprattutto in soggetti cardiopatici o sotto effetto di stupefacenti o di ebbrezza, può portare alla morte.

SOURCEilmattino.it
PSNEWS.IT ha iniziato la sua attività nel 2013. Siamo un gruppo di persone, blogger, poliziotti, uniti da una missione, quello di divulgare l’immagine delle forze dell’ordine e il suo impegno istituzionale in Italia e all’estero, attraverso notizie, video, comunicati sindacali.