Sessanta episodi contestati: tanti la procura di Forlì ne aveva verbalizzati nei confronti di S. S., 53 anni, ex poliziotto della squadra mobile di Forlì, accusato di stalking nei confronti dei suoi colleghi. Faceva il sovrintendente nell’ufficio investigativo della questura di corso Garibaldi, Sassi. Ma nel 2010, per ragioni disciplinari, viene trasferito a un’altra sezione.

E da lì scatta il calvario. E soprattutto s’avvia, contro S., un’inchiesta penale. Ieri culminata nella sentenza di colpevolezza: condannato a un anno e mezzo (pena sospesa), più il risarcimento d’una provvisionale di 3mila euro a testa alle parti civili.

Il giudice di primo grado Maurizio Lubrano nel suo verdetto ha invece assolto l’ex poliziotto – difeso dagli avvocati Nazarena Barbarossa e Milena Micele – da una cinquantina di altri capi d’imputazione: episodi di molestie, diffamazione, calunnia sotto forma di messaggi telefonici minatori, mail altrettanto ostili (con tanto di hackeraggio delle caselle di posta elettronica dei colleghi) e agguati in strada contro le auto dei colleghi; in tutto erano una decina le parti offese iniziali.

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