Gettavano le salme in “vere e proprie fosse comuni” per liberare i loculi del cimitero di Rionero in Vulture, in provincia di Potenza, e quindi rivenderli illecitamente fino al 300% del costo reale.

Queste le accuse della procura potentina guidata da Francesco Curcio che ha chiesto e ottenuto l’arresto di 6 persone – tre in carcere e altrettante ai domiciliari – e l’applicazione di una settima misura interdittiva nell’ambito di un’inchiesta che vede 15 indagati.

Le indagini sono cominciate dopo la denuncia di un cittadino sulla compravendita delle tombe. Le ricerche della fossa comune sono iniziate già oggi, hanno spiegato gli inquirenti, per trovare i cadaveri riesumati dai loculi e quindi effettuare l’esame del Dna sui resti e verificarne l’identità. Gli investigatori non hanno ancora individuato con precisione l’area della fossa che, ha spiegato il procuratore Curcio, “dovrebbe essere nei pressi del cimitero”.

Si tratta di una vicenda allarmante e di eccezionale gravità, scoperta grazie alla coraggiosa e circostanziata denuncia di un cittadino”.

SOURCEilfattoquotidiano.it
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