Il 20 ottobre del 1999, vent’anni fa, grazie alla legge 380 le Forze armate aprirono le porte all’arruolamento femminile e le prime donne militari furono poi di fatto reclutate l’anno successivo, dopo l’espletamento dei concorsi. «Un passaggio epocale, che ha arricchito la Difesa», ha twittato il ministro Lorenzo Guerini.

Oggi non fa più effetto vedere una soldatessa in mimetica impegnata in Italia o in missione all’estero. Il nostro Paese è stato l’ultimo tra i membri della Nato a istituire il servizio militare volontario femminile, ma ecco «che in questi in 20 anni — osserva il tenente colonnello Rosa Vinciguerra, dello Stato Maggiore della Difesa — sono stati raggiunti numeri di tutto rispetto, con oltre 16 mila donne in divisa, mobilitate in ogni settore e in grado di aspirare a ogni tipo di carriera senza preclusioni di sorta».

Così, per il ventennale, alle donne militari è stato dedicato il calendario 2020 della Difesa,presentato a Napoli il 4 novembre scorso, festa dell’unità nazionale e delle Forze armate.

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