Stop al fenomeno delle ricariche telefoniche menomate. Quelle dove l’utente paga 5 o 10 euro e poi (a sorpresa) se ne ritrova solo 4 o 9 disponibili. Certo, in cambio di quell’euro decurtato ottiene alcuni bonus come gigabyte e telefonate gratis per 24 ore. Peccato, però, che molti utenti a quei bonus non siano interessati, eppure non riescono più a trovare le ricariche standard di basso importo. Quelle di una volta, dove 10 euro valevano davvero 10 euro.

Questa pratica, di Tim, Wind e Vodafone, ha quindi scatenato la rivolta di tanti utenti, a cui ora Agcom (Autorità garante delle comunicazioni) dà ascolto: con una delibera pubblicata in queste ore diffida i tre operatori. Togliere un euro dalla ricarica, in questo modo, è illecito, dice Agcom: è configurabile come l’ennesimo espediente – come le tariffe a 28 giorni – per massimizzare i ricavi in modo indiretto e poco lineare.

Per questo motivo, ora Agcom dà agli operatori 30 giorni per bloccare la pratica. Ossia chiede a ciascuno di loro che “a prescindere dal canale utilizzato dall’utenza per l’operazione di ricarica, proceda ad adottare modalità di ricarica che non comportino necessariamente, per determinati tagli, la contestuale attivazione di pacchetti o opzioni tariffarie, così da rendere evitabile, per quegli stessi tagli, tale attivazione e superare al contempo la possibile confusione tra le operazioni di ricarica e l’acquisto di pacchetti o offerte commerciali”.

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SOURCErepubblica.it
PSnews
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