Uno schnauzer nano che fu donato alla Trenta da un ufficiale dell’esercito e lei ci si è affezionata tanto. Al punto che, da ministra della Difesa, lo voleva avere spesso al fianco, nei giorni in cui non era in missione in qualche parte del mondo.

È bastato un articolo del Messaggero sul cane Pippo di Elisabetta Trenta per alimentare la polemica politica. Giorgia Meloni, infatti, ha realizzato un tweet anti-casta riportando la notizia diffusa questa mattina sul quotidiano romano. Stando a quanto scritto da Mario Ajello, infatti, il cane dell’ex ministro delle Difesa sarebbe stato accompagnato più volte al ministero dall’auto di servizio.

Tanto è bastato alla leader di Fratelli d’Italia per alimentare la retorica del cane che ha «la scorta con l’autoblu pagata dai contribuenti».

Si sottolinea, vale la pena farlo, che nell’articolo del Messaggero, il verbo ‘scortare’ è stato utilizzato tra virgolette e che non si è mai parlato di una vera e propria scorta per il cane Pippo. Inoltre, non essendo stato riportato alcun documento (né tantomeno è stata prodotta alcuna fotografia del cane a Palazzo Baracchini in via XX Settembre), evidentemente si è trattato di un retroscena riportato a mezzo stampa per il quale non sono in corso indagini specifiche.

Ma oramai tutto fa brodo per alimentare la polemica

Condividi
  • 39
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    39
    Shares