A seguito dei numerosi fatti di cronaca che hanno visto coinvolti operatori di polizia che sono stati sanzionati in seguito a pubblicazioni di post e/o foto sui social network il dipartimento ha diramato una circolare esplicativa contenente alcune raccomandazioni in ordine al comportamento corretto da adottare sui social, senza per questo voler comprimere i diritti inviolabili previsti dalla costituzione, ma tenendo presente che ciascun appartenente alla Polizia di Stato ben può esprimere opinioni ma sempre ponderando oculatamente tempi, modi e caratteri delle proprie esternazioni in modo da tenere un comportamento improntato a “correttezza, imparzialità e cortesia” in linea con quanto previsto dall’art. 13 del D.P.R. 782/1985.

La circolare precisa che le esternazioni pubblicate sui social, a volte anche un messaggio apparentemente innocuo o un like espresso in corrispondenza di un post recante commenti su fatti o personaggi balzati agli onori della cronaca, possono essere travisate e amplificarsi a dismisura nonché offrire a terzi una percezione dissonante o addirittura contraria ai valori rappresentati dalla divisa, determinando nocumento all’immagine di questa Amministrazione, in quanto potrebbero instillare nell’opinione pubblica l’idea che determinate condotte o giudizi appartengano alla Polizia di Stato.

La circolare invita altresì a riflettere sull’importanza di non diffondere, sui social network, notizie attinenti alla propria persona e al proprio éntourage innanzitutto familiare (es. generalità, residenza, etc.), poiché i dati forniti telematicamente potrebbero essere utilizzati in modo improprio da terzi, ribadendo che ogni operatore di polizia, in ossequio ai doveri prescritti dalla attuale disciplina ordinamentale, deve:

  • non rivelare a terzi informazioni e dati, né pubblicare notizie, immagini ovvero audio relativi ad attività di servizio che, anche se apparentemente insignificanti, possono arrecare nocumento all’efficacia dei servizi di polizia e, in generale, alla funzionalità dell’Amministrazione ovvero alla privacy di terze persone (3);
  • interagire nel zveb – anche attraverso la partecipazione a gruppi, chat, forum -tenendo un comportamento sempre improntato al massimo rispetto dei principi costituzionali, delle libertà fondamentali, della dignità della persona e di non discriminazione, in linea con i doveri discendenti dal giuramento di fedeltà alla Repubblica, in modo da evitare che il contenuto delle esternazioni individuali, di qualunque tipo, anche non verbali, possa essere equivocato o addirittura travisato e comunque strumentalizzato, con conseguente nocumento all’immagine e imparzialità della Polizia di Stato;
  • usare, pertanto, massimo equilibrio, cautela e attenzione nella partecipazione a discussioni su forum presenti sul

Viene precisato infine che la pubblicazione di proprie foto in divisa o di altri elementi chiaramente distintivi (ad esempio l’arma di servizio), con l’indicazione delle proprie generalità, del luogo di residenza o di servizio e simili informazioni è quanto mai inopportuna, anche in assenza di rilevanza penale, dal momento che potrebbe prestarsi a usi distorti o impropri ad opera di altri soggetti, con eventuali conseguenti rischi anche per la sicurezza personale degli operatori o dei colleghi nonchè del loro nucleo familiare.

SOURCEnsp-polizia.it
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