La vicenda trae origine dalla denuncia per sequestro di persona presentata da una madre ai Carabinieri della Stazione di Castellamonte. In particolare, la donna ha raccontato che il figlio era stato rapito e sequestrato e di aver ricevuto una telefonata sia da parte del figlio che del suo sequestratore.

Se alla prima chiamata del figlio, che raccontava di esser stato rapito e di non sapere dove si trovasse, la madre non dava inizialmente molta importanza, in ragione dei loro difficili rapporti, ritenendo si trattasse di uno scherzo di cattivo gusto, diverso è stato il suo stato d’animo quando ha ricevuto una seconda telefonata, da un anonimo interlocutore, con inflessione calabrese, che le ha chiesto un riscatto di 32.000 euro.

Poco dopo, la donna ha ricevuto, inoltre, due messaggi “whatsapp” con delle foto ritraenti il figlio, di spalle, legato e imbavagliato, con la minaccia che se non avesse pagato il figlio sarebbe stato ucciso.

E’ stata avviata immediatamente una meticolosa e intensa attività investigativa, scandagliando a tutto tondo i trascorsi e le amicizie del giovane e coinvolgendo altresì le componenti operative speciali del ROS e dei colleghi calabresi. Le indagini hanno permesso di ipotizzare la presenza del ragazzo e del presunto sequestratore nel territorio reggino. I carabinieri hanno quindi localizzato ieri il giovane 23enne sotto l’abitazione di residenza dell’amico, intento a passeggiare sotto casa con il cane.

La coppia è stata denunciata per tentata estorsione in concorso e simulazione di reato. Le indagini, al momento, sono ancora in corso e al vaglio dell’Autorità Giudiziaria eporediese.

SOURCEtorinoggi.it
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