Gli operatori del 112 al lavoro all'interno della sede del Nue - Numero unico delle emergenze, a Roma, 18 novembre 2015. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

«Ciao, sono un poliziotto mi mandi per favore al volo una volante? In via della Pisana incrocio via Piacentini…», e l’operatrice prende nota. «Oh oh mi sta a pija’…» e si sente un parapiglia. «Mi è appena passato con la macchina sopra un piede. Mi passi la sala operativa per favore?», e resta in attesa. «Ha schiacciato anche un motorino… Una Yaris EX358… questa la targa, mi passi la sala?», ma ancora niente. Poi cade la linea. Ritenta: «È scappato su via della Vignaccia…Mi passi la sala?».

Da tempo gli agenti romani lamentano la perdita di preziosi minuti nella trasmissione delle informazioni e segnalazioni relative a fatti di cronaca dal desk degli operatori civili che rispondono al numero unico per le emergenze 112 e la sala operativa delle forze dell’ordine che poi smisterà gli interventi e terrà costantemente aggiornati i poliziotti sui risvolti.

Si tratta di informazioni circa la posizione e gli spostamenti di criminali in fuga, per esempio. «In certe situazioni il tempismo fa la differenza, come dopo una rapina o un’aggressione e purtroppo spesso si lascia un margine di tempo a chi commette un reato per farla franca», spiega un poliziotto di lungo corso.

Leggi anche: Roma: Il numero unico 112 non funziona. “Pronto Intervento” Non c’è più nulla di pronto.

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