Sono europeo, sono cittadino del mondo e sudtirolese. Il nostro paese si chiama Sudtirolo e non Alto Adige, questo è stata un’invenzione di De Gasperi di tanti anni fa”. L’alpinista Reinhold Messner è l’ultimo a intervenire nella polemica – che si fa sempre più accesa – sull’approvazione da parte del Consiglio provinciale di Bolzano del provvedimento che ha modificato il testo italiano del disegno di legge 30 sull’adempimento degli obblighi della Provincia autonoma derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea. In sostanza le parole “Alto Adige” e “altoatesino” dovrebbero quindi sparire sostituite da “Provincia di Bolzano”. Nella versione tedesca del testo esiste il “Suedtirol”, ma non più l’Alto Adige, sostituito invece con “Provincia di Bolzano” nella versione italiana.

“E’ necessario rendere i testi italiani e tedeschi perfettamente identici e rispettosi della Costituzione – dice il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Francesco Boccia – Se così non dovesse essere la legge sarà impugnata dopo la sua pubblicazione”. In linea con il ministro anche il sottosegretario agli Affari regionali, Gianclaudio Bressa: “E’ una cosa contro la Costituzione – ribadisce il enatore nel Gruppo per le Autonomie – perché per cambiare nome alle regioni devi fare una legge costituzionale”. La senatrice Julia Unterberger prova a spiegare il via libera del Südtiroler Volkspartei all’abolizione dell’espressione “altoatesino” e “Alto Adige”: “La Svp non si è resa conto e ha aderito a questo emendamento” ma “nella Costituzione è scritto Trentino-Alto Adige/Südtirol e così deve rimanere.

Se il termine Alto Adige fosse stato sostituito in entrambe le lingue non ci sarebbe stato il caso, ma invece è stato sostituito solo in italiano e questo andrà riparato”. Anche Italia Viva, con Maria Elena Boschi, sostiene che “aver cancellato il termine “Alto Adige” dalla legge europea con un colpo di maggioranza è stato un grave errore. Mi auguro che si tratti di un caso isolato e che si possa porre rimedio. Sarebbe imperdonabile buttare via il lavoro che per anni la popolazione di lingua italiana, tedesca e ladina hanno fatto per rispettarsi reciprocamente e crescere insieme”.

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