La banda composta da 4 cittadini moldavi aveva escogitato un sistema per truffare centinaia di automobilisti e camionisti assolutamente ignari.

Nella truffa anche una pattuglia della polizia stradale di Verona, che si è trovata addebitata centinaia di litri di gasolio, quando non aveva fatto nessun pieno nei luoghi e nei tempi indicati dalla carta.

Pieni di sospetti, gli agenti hanno quindi avviato alcuni accertamenti e con l’aiuto della polizia stradale di Brescia, di alcune intercettazioni, dei pedinamenti e dell’esame delle imamgini delle telecamere installate nei distributori, il caso è diventato subito più chiaro.

Due dei quattro sono stati arrestati in flagranza di reato lo scorso febbraio, mentre armeggiavano nella notte per mettere un dispositivo nelle colonnine per pagare i rifornimenti. Il presunto capo della banda, che si trovava ai domiciliari per altri reati, gestiva tutto il traffico da casa, indicando ai complici come agire. I ragazzi inserivano una serie di skimmer (piccoli apparecchi dotati di microcamera e lettori di bande bagnetiche) sul campo durante l’orario di chiusura delle pompe di benzina. Ricavati i codici, la banda li abbinava a carte fedeltà in bianco trafugate ai supermercati e le trasformava in carte carburante perfettamente funzionanti.

Nella giornata di ieri, il giudice, al termine del processo in rito abbreviato, ha quindi condannato a quattro anni e dieci mesi il presunto capo (la procura aveva chiesto sei mesi in meno, ma ha pesato la recidiva reiterata) e ha accolto le richieste di patteggiamento degli altri tre. Le parti offese nel ricevimento sono circa un centinaio.

SOURCEilgiornale.it
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