A centinaia gli abitanti delle favelas di Rio de Janeiro sono scesi in piazza per urlare la loro rabbia e il loro dolore per l’uccisione di una bambina di 8 anni attribuita agli agenti di polizia impegnati in un’operazione di sicurezza.

“La vita nelle favelas conta”, “Smettetela di ucciderci”, si leggeva sui cartelli e gli striscioni dei manifestanti. Una protesta condivisa da politici e attivisti e rimbalzata sui social media dove al centro delle accuse è il pugno di ferro del nuovo governatore Wilson Witzel, che ha assunto l’incarico a gennaio.

Da allora il numero dei morti durante le operazioni delle forze di sicurezza nelle aree più povere della città, molte delle quali in mano alle gang di narcotrafficanti, è andato continuamente crescendo, con un record di 1.249 uccise tra gennaio ed agosto. Nessun commento a quanto accaduto da parte del governatore, il cui ufficio ha diffuso una nota per esprimere “profondo rincrescimento” per la morte della piccola.

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