Oggi gli agenti della squadra mobile di Agrigento sentiranno tutti i migranti sbarcati per motivi sanitari che sono stati portati nell’hot spot di contrada Imbriacola, ma anche i medici che li hanno visitati:

quelli della Cisom e di Emergency sulle cui relazioni si sono basate le evacuazioni di emergenza per motivi psicologici o per la necessità di cure specialistiche ma anche quelli dell’ambulatorio di Lampedusa che avrebbero fatto una valutazione differente comunicando al responsabile del presidio, Francesco Cascio (assente dall’isola) che stavano tutti bene e che solo una donna aveva un’otite. Il responsabile dell’ambulatorio sarà ascoltato probabilmente a breve o al suo rientro a Lampedusa, la prossima settimana.

Messe insieme tutte le carte e fatta una prima valutazione della situazione se ancora oggi dal Viminale non dovesse essere autorizzato lo sbarco, i pm potrebbero decidere di intervenire con una ispezione a bordo e anche forzare la mano e disporre il sequestro della nave e la conseguente discesa a terra di tutti i migranti.

Intanto Open Arms continua a porre l’accento sulla situazione di emergenza a bordo. “Giorno 16. Il mondo è testimone di quello che hanno dovuto sopportare le 134 persone che attendono di scendere sul ponte della #OpenArms. Solo la mancanza di volontà dei politici che hanno il potere di decidere li separa da un porto sicuro.#unportosicurosubito”, è il post che la ong ha pubblicato sui social insieme a un video che testimonia le difficoltà di convivere in uno spazio ridotto, sotto il sole cocente e con un solo bagno per tutti.

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SOURCErepubblica.it
PSnews
Sostenitori della Polizia di stato pagina dedicata alla POLIZIA DI STATO. Questo mezzo nasce per divulgare l'immagine e il suo impegno istituzionale in Italia e all'estero.