Fiumi che sorgono dal nulla e, da un momento all’altro, si estendono a perdita d’occhio, fino a generare imprevedibili laghetti pop-up. Scorrono, in questo scorcio di mezza estate, sopra la Groenlandia, o meglio su quel che resta del suo ghiaccio eterno, sempre più scuro e rattrappito, in una parola agonizzante. Le immagini aeree arrivate in queste ore dalla piu grande isola del pianeta fanno impressione. Milioni – miliardi – di tonnellate d’acqua che stagnano o scivolano a valle, in una terra che, a tutt’oggi, rimane ricoperta per l’82 per cento dal manto bianco perenne.

A raccontarla in cifre, fa persino più impressione. Nella sola giornata di mercoledì, oltre 10 miliardi di tonnellate d’acqua sono stati riversati nell’Atlantico e nell’Artico, valore che fa salire a 197 miliardi di tonnellate la perdita totale di ghiaccio sull’isola in questa estate. Per dare un’idea, un miliardo di tonnellate d’acqua corrisponde al volume di liquido contenuto in 400 mila piscine olimpiche; 100 milioni di tonnellate riversate negli Oceani – appena più della metà del ghiaccio svanito a luglio, provocano l’innalzamento del livello marino globale di poco più di un quarto (0,28) di millimetro.

Per concludere, uno studio scientifico completato a giugno – opera di climatologi e fisici danesi e statunitensi – stima che lo scioglimento dei soli ghiacci della Groenlandia indurrà un innalzamento delle acque oceaniche compreso tra i 5 e i 33 centimetri entro il 2100. L’ipotetica liquefazione totale dello strato bianco dell’isola sarebbe da sola in grado di elevare il livello marino medio di circa 7,2 metri.

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SOURCElastampa.it
PSnews
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