La risposta dell’ex Colonnello dei Carabinieri, Salvino Paternò, non si fa attendere:

“Caro giudice, mi rivolgo a lei che ha assolto un manifestante imputato per aver sputato in faccia ad un poliziotto in servizio. Mi perdoni se non la cito, ma purtroppo non conosco il suo nome, dato che nessuno degli eroici giornalisti ha avuto l’ardire neanche di sussurrarlo.

Ritengo che lei stia seguendo le proteste di piazza che si svolgono nel territorio nazionale dove baldi manifestanti non si fanno remora di colpire ed oltraggiare le forze dell’ordine, probabilmente incoraggiati da quel senso di impunità che la sua “creativa” sentenza può aver generato nelle loro testoline.

Vede, giudice, quando ho appreso la notizia dell’assoluzione senza ancora conoscerne la motivazione, ho subito pensato che lei avesse ragione!

Eh sì, ho creduto ingenuamente che la causa di non imputabilità risiedesse nell’incapacità di intendere e volere dell’imputato.

D’altronde se si verifica il quoziente intellettivo della gran parte dei cosiddetti “antagonisti”, quasi tutti risulterebbero inidonei ad affrontare un processo, poiché l’unica forma di antagonismo che evidenziano è quella con il proprio cervello.

E invece no, lei ha escluso la punibilità per “particolare tenuità del fatto”.

Insomma, secondo lei, sputare in faccia ad un agente di polizia è solamente una tenue maniera di esprimere il proprio dissenso.

Non so come lei riuscirà a razionalizzare tale motivazione e sconosco le ragioni che l’hanno indotta a partorire siffatta follia giudiziaria.

Spero che tale bizzarria non sia il prodotto di un’ideologia “rivoluzionaria” anti-polizia.

Se così fosse, la sua mossa sarà controproducente in quanto, l’indignazione che suscita nella gente, indurrà sempre più i parlamentari a ridurre l’eccessiva discrezionalità della magistratura (come sta già avvenendo per le nuove norme sulla Legittima Difesa).

Insomma, per rimanere in tema, sarebbe come quelli che sputano in cielo e in faccia gli ritorna.

Non so se poi ha considerato il fatto che il poliziotto in servizio non è solo un individuo, bensì raffigura le istituzioni.

Per cui, caro giudice, quello sputo era rivolto a tutti i rappresentanti dello Stato, compreso lei!

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PSnews
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