La legge Italiana dice: che chi è condannato al carcere a vita non può ottenere alcun beneficio, a meno che non collabori con la giustizia. A tal proposito interviene la corte Europea riguardo il caso di Marcello Viola, condannato per associazione mafiosa, omicidi e sequestri.

Secondo la corte Europea, la pena dell’ergostolo così come applicata in Italia viola l’articolo 3 della Convenzione dei diritti umani. L’Italia quindi deve rivedere e correggere la legge che regola il carcere a vita.

È inammissibile secondo la suprema corte, privare le persone della libertà senza impegnarsi per la loro riabilitazione e senza fornire la possibilità di riconquistare quella libertà in una data futura”. Nello specifico la corte Europea fa riferimento al condannato per mafia Marcello Viola, Viola aveva fatto ricorso contro il suo ergastolo ostativo, che esclude qualunque tipo di beneficio o di sconto di pena per il condannato e che, a differenza dell’ergastolo normale, non prevede alcun tipo di funzione rieducativa della pena all’interno del carcere.

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Adelio Gentile
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