La giovane comandante della nave Ong rischia da 3 a 10 anni di reclusione per la violazione dell’art. 1100 del codice della navigazione e una multa fino a 50 mila euro per il decreto sicurezza bis. Sarà processata per direttissima la prossima settimana.

La nave è sotto sequestro. Entrare nel porto di Lampedusa anche senza le autorizzazioni «è stata una decisione dell’equipaggio della Sea Watch» e non solo della capitana, ha detto l’avvocato della Ong tedesca, Leonardo Marino. L’avvocato ha confermato che la donna sarà agli arresti domiciliari a Lampedusa e che l’udienza di convalida dell’arresto si terrà nei prossimi giorni. Nel periodo trascorso in caserma, secondo l’avvocato, non è stato ricostruito quanto accaduto nella notte: «Le sono stati notificati degli atti, il verbale di sequestro e di arresto e la notifica della sanzione in base al decreto Salvini, niente di più».

La convalida dell’arresto verrà deciso nelle prossime ore. Per capire cosa potrebbe succedere alla comandante, andiamo a spulciare nel passato, troviamo infatti un caso simile nel 2017, dove 3 ong (SEA WATCH INCLUSA) furono inizialmente incriminate per favoreggiamento all’immigrazione clandestina, ma successivamente assolte. Il caso si concluse con la legittimità dell’operato delle organizzazioni umanitarie in rispetto delle convenzioni internazionali. Va comunque precisato che all’epoca non vi erano leggi come quelle attuali previste dal (decreto bis).

Nella migliore delle ipotesi quindi la comandante potrebbe cavarsela solo con un multa, alla peggio rischierebbe 10 anni di carcere, con l’aggravante di aver messo in pericolo di vita agenti della guardia di finanza speronando la motovedetta che gli intimava l’alt.

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Adelio Gentile
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