BOLOGNA – Un presidio permanente, a oltranza, da stamattina alle otto fino all’assemblea di stasera alle 18.30. Bologna non ci sta. Lavoratori dell’accoglienza, sindacati e attivisti sono riuniti da ore davanti all’entrata dell’hub di via Mattei per protestare contro il trasferimento dei 183 ospiti del centro e la sua imminente chiusura, disposta dal Viminale venerdì, ufficialmente per effettuare lavori urgenti di ristrutturazione.

I primi pullman sono attesi per le 15. Intanto a metà mattina sono usciti cinque ospiti, che hanno lo status di rifugiati, diretti a casa Makeba, il centro gestito da Arci e Antoniano. Altri migranti stanno lasciando volontariamente l’hub. Gli operatori dicono: “Alla fine nessuno salirà sui pullman”.

Intanto è iniziata la raccolta di disponibilità di posti letto per chi non vorrà salire sui pullman: “Chiunque abbia un posto letto per stanotte lo scriva nel foglio qui fuori”, annuncia una ragazza al microfono. “E’ una richiesta che viene da dentro”. Molti manifestanti si sono seduti per terra “un atto di disobbedienza civile, per impedire questo scempio”. Sul posto anche l’associazione Famiglie accoglienti, la consigliera comunale Amelia Frascaroli ed Emily Clancy di Coalizione civica, il vicesindaco di Casalecchio e Roberto Parmeggiani, sindaco di Sasso Marconi: “Non si possono trattare le persone come pacchi, sono qui per rispondere come istituzione a una idea di accoglienza” diversa da questo trasferimento.

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