Non pensavo di averlo ucciso». Alla festa del paese, a Veniano, nel Comasco, con moglie e figli, un operaio di 47 anni, bagnato da qualche schizzo d’acqua da un ragazzo di 25 anni che stava bevendo alla fontana, ha preso un coltello a serramanico che teneva in tasca e ha ferito a morte il giovane.

È stato arrestato poche ore dopo dai carabinieri, a casa, dove aveva riaccompagnato la famiglia. Aveva i vestiti sporchi di sangue, ha consegnato l’arma e ha ammesso le sue responsabilità.

Il ragazzo è stato ferito gravemente a un braccio e al fianco ed è morto dissanguato nonostante l’intervento immediato di un medico presente alla festa e il trasporto d’urgenza in ospedale. «Eravamo al parco, come facciamo quasi ogni sera, a ridere e scherzare — racconta un amico di Hans —. Il mio amico stava bevendo alla fontana. La fontana “spara” acqua e sono arrivati degli schizzi a un uomo che era lì vicino, che avevo già visto ma che non conosco personalmente. L’uomo si è infuriato, ha iniziato a insultare Hans, che ha risposto. Questa persona all’improvviso ha preso un coltello e ha cominciato a colpire Hans al fianco e al braccio». Un racconto ripetuto identico da tutti gli amici che hanno assistito impotenti all’aggressione.

L’operaio aveva già deciso di costituirsi e aveva chiamato un amico carabiniere per raccontargli l’accaduto e chiedergli consiglio su come comportarsi. Ha consegnato il coltello prima di confermare quello che gli inquirenti già avevano ricostruito nel giro di poche ore. Ora si trova in carcere in attesa dell’interrogatorio. Mentre gli amici di Hans non riescono a darsi pace: «Non si può morire per uno spruzzo d’acqua».

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