Il DDL Pillon, presentato dal senatore leghista e organizzatore del Family day Simone Pillon il 1 agosto 2018 per garantire “l’affido condiviso, il mantenimento diretto e la garanzia di bigenitorialità”.

Cosa prevede il ddl pillon?
Mediazione familiare obbligatoria
L’articolo 7 modifica l’articolo 706 del codice di procedura civile e prevede che una coppia con figli minorenni che voglia separarsi debba intraprendere obbligatoriamente un percorso di mediazione familiare, prima che il caso arrivi davanti a un giudice “a pena di improcedibilità”. Con la mediazione affidata a soggetti privati iscritti all’apposito albo, istituito dal ddl, si dovrà arrivare alla condivisione di un “piano genitoriale” per una gestione condivisa dei minori. Il piano dovrà definire i “luoghi abitualmente frequentati dai figli”, la “scuola e il percorso educativo del minore”, le “eventuali attività extrascolastiche, sportive, culturali e formative“ e le “vacanze normalmente godute”.

Parificazione del tempo trascorso con i figli e il piano genitoriale.
L’articolo 11 riforma l’articolo 337-ter del codice civile e prevede che il figlio minore debba trascorrere con ciascuno dei genitori tempi paritetici o equipollenti, salvi i casi di impossibilità materiale. “Indipendentemente dai rapporti intercorrenti tra i due genitori, il figlio minore, nel proprio esclusivo interesse morale e materiale, ha il diritto di mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con il padre e con la madre, di ricevere cura, educazione, istruzione e assistenza morale da entrambe le figure genitoriali, con paritetica assunzione di responsabilità e di impegni e con pari opportunità”, è scritto nel ddl.

Abolizione dell’assegno di mantenimento
Il ddl introduce il mantenimento diretto sulla base della parificazione del tempo passato dal minore con i genitori e di conseguenza prevede l’abolizione dell’assegno di mantenimento per il genitore presso cui il minore risiede. Il mantenimento diretto prevede che ci sia un’equa ripartizione delle spese ordinarie e straordinarie in proporzione al reddito e in base a quanto stabilito dal piano genitoriale, concordato con il mediatore. Se non c’è accordo decide il giudice.

Casa familiare
L’articolo 14 del ddl modifica il 337-sexies del codice civile e introduce delle novità sulla gestione della casa di famiglia. Nel caso in cui la casa di famiglia sia cointestata ai due ex coniugi, quello che rimane nella casa familiare dovrà pagare un canone a quello che la lascerà. Inoltre “non può continuare a risiedere nella casa familiare il genitore che non ne sia proprietario o titolare di specifico diritto di usufrutto, uso, abitazione, comodato o locazione e che non abiti o cessi di abitare stabilmente nella casa familiare o conviva more uxorio o contragga nuovo matrimonio”.

I rischi per le donne vittime di violenza domestica
Gli articoli 17 e 18 del disegno di legge Pillon prevedono che se il figlio minore si rifiuta di vedere uno dei due genitori, l’altro genitore può essere accusato di aver manipolato il minore e quindi il giudice può disporre un provvedimento d’urgenza che prevede “la limitazione o sospensione della sua responsabilità genitoriale”. Il giudice può chiedere anche il “collocamento provvisorio del minore presso apposita struttura specializzata, previa redazione da parte dei servizi sociali o degli operatori della struttura di uno specifico programma per il pieno recupero della bigenitorialità del minore”. Secondo le associazioni che si occupano di violenza maschile sulle donne, uno dei problemi del ddl Pillon e di una serie di altri disegni di legge presentati nello stesso pacchetto come il ddl 45, si cerca di cancellare le denunce di violenza domestica.

AGGIORNAMENTO – 10 APRILE 2018
Il ddl Pillon slitta di un mese, ma il senatore leghista e promotore del Family Day garantisce che il governo andrà avanti: “Troveremo un accordo con gli amici grillini ne sono sicuro. Troveremo un’intesa, ma non ritiro il ddl”.

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PSnews
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