Le uniformi delle forze dell’ordine (Polizia e Carabinieri) vengono prodotte in Romania. Proprio quelle divise indossate con fierezza dal ministro dell’Interno Matteo Salvini. Come riporta Il Fatto Quotidiano (da uno scoop di Report), il settore è composto da poche aziende che da anni si accaparrano bandi pubblici per le forniture a Polizia, Carabinieri ed Esercito.

Le sedi si trovano maggiormente in Lombardia e in Toscana, ma i loro stabilimenti sono dislocati a Bucarest. Da lì arrivano migliaia di divise con costi ben più bassi di quelli che sosterrebbero qui le imprese. Lo Stato però paga le uniformi come se fossero prodotte in Italia. Questo sistema permetterebbe alle aziende di guadagnare il doppio facendo la “cresta” allo Stato. Stasera se ne occuperà la trasmissione di Rai Tre “Report” che ha ampiamente trattato l’argomento.

L’impressione è che attorno agli appalti per la creazione delle divise militari si sia formato una sorta di cartello, infatti succede spesso che queste gare vengono aggiudicate con ribassi minimi: un esempio di pochi mesi fa è un bando dei Carabinieri diviso in nove lotti, cinque dei quali vinti da aziende con ribassi inferiori all’uno per cento. La Alfredo Grassi Spa, visitata da Report, ha ottenuto una commessa per la fornitura di divise al prezzo di 163 euro l’una.

Il costo per prepararle nella fabbrica rumena di Targutrotus si ferma a circa 90 euro. Il guadagno è dell’80% per ogni capo. Un’altra impresa specializzata nelle uniformi mimetiche è La Lovers con 16 dipendenti in Italia e oltre 300 all’estero. Ma gli abiti delle forze dell’ordine arrivino da Falticeni, nel Nord della Romania. Tutto ciò è noto ai vertici militari (sono gli stessi colonnelli a recarsi in questi stabilimenti per il controllo qualità), ne è al corrente anche Matteo Salvini che interpellato da Report ha dato la colpa ai bandi europei, promettendo che cercherà di cambiare le regole.

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