Il presidente della Camera, Roberto Fico, a Napoli ospite di un convegno su "Baby gang e paranze: lo sport come strumento di prevenzione e legalità" , 9 marzo 2019 ANSA / CIRO FUSCO

“Visto che il ministro dell’Interno ha il potere di decidere sulle scorte e Saviano è sotto scorta, io non l’avrei mai denunciato. E’ un errore bello e buono”. Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, rispondendo al Festival di Giornalismo di Perugia a una domanda sulla scelta del ministro Salvini di denunciare Roberto Saviano per diffamazione.

Fico ha poi risposto alle domande sul tema delle querele temerarie. “Il problema delle querele temerarie si può risolvere in due modi – ha precisato -. Il primo è: se perdi la causa mi dai quello che hai chiesto come risarcimento. Il secondo: aboliamo la possibilità di querela e difendiamo tutti i giornalisti che sono scortati. Purtroppo siamo un paese dove mafia e criminalità sono potentissime”.

Fico ha sottolineato anche la necessità che nella revisione dei fondi all’editoria si tenga conto dei giovani. “Nel percorso di revisione del finanziamento pubblico all’editoria intrapreso dal Governo occorre tenere conto dei giovani giornalisti, dei precari e della possibilità di creare nuove start up”.

Lo ha detto il presidente della Camera a margine del suo intervento al Festival del Giornalismo. Per il presidente della Camera “i tagli al finanziamento pubblico all’editoria derivano dal programma elettorale e di certo il percorso così come lo abbiamo conosciuto deve essere superato”. “Ma nel superarlo – ha concluso Fico – occorrerà tenere conto delle fasce più deboli”.

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SOURCEANSA.IT
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