L’ex presidente del consiglio Matteo Renzi è stato querelato dal capitano Ultimo. Ad Ultimo non sono piaciute alcune frasi riportate nel libro ‘Un’altra strada’ libro scritto dell’ex premier a proposito del caso Consip. Queste le frasi incriminate: Secondo l’ex premier, nel 2016 vertici dei servizi segreti mi comunicano che intendono procedere all’inserimento di una figura di rilievo nella struttura di intelligence.

Si tratta del Capitano Ultimo, ufficiale dei carabinieri che ha partecipato alla cattura di Totò Riina. Ultimo doveva essere la pedina chiave per imbastire un’operazione che portasse alla cattura del boss mafioso Matteo Messina Denaro, ma poi, secondo la versione di Renzi, venne fuori che il vero obiettivo era un altro Matteo. Lui.

Sergio Di Caprio alias Capitano ultimo attraverso il suo profilo facebook dice la sua: Di Renzi non me ne sono occupato prima e non me ne occupo ora. Non ho mai attribuito ad altri le cause dei miei fallimenti personali e professionali. Ho dato mandato al mio avvocato Francesco Romito di agire nelle sedi competenti contro le persone che mi attribuiscono cose che non ho mai detto e azioni che non ho mai compiuto”.

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