Stare in carcere è gratis? Un detenuto sottoposto a pena detentiva che spese comporta? Chi paga vitto, alloggio, biancheria, servizi etcc.? Non molte persone lo sanno, ma il nostro ordinamento prevede che le spese di mantenimento dei detenuti siano parzialmente versate da loro stessi. 


Stare in carcere quindi comporta una quota di mantenimento a carico del detenuto, lo Stato si fa carico delle spese per l’esecuzione delle pene e delle misure di sicurezza detentive,  il nostro codice penale sancisce che il detenuto versi all’erario le spese per il suo mantenimento, con tutti i propri beni, sia mobili che immobili, presenti e futuri. Il rimborso non si estende agli eredi. 


Cosa comprende la quota di mantenimento? 
Stare in carcere comporta inevitabilmente che il detenuto trascorra il proprio tempo negli istituti penitenziari, all’interno di questi dovrà  mangiare, dormire, consumare acqua e ed energia elettrica, utilizzare mobilio e biancheria. Le spese di mantenimento a suo carico quindi sono solo quelle che concernono “gli alimenti ed il corredo”.


Nello specifico un detenuto deve versare 5,44 euro al giorno per mantenersi,  ma dato che per legge la quota da porre a carico del carcerato deve essere pari ai due terzi del costo reale, si ottiene la cifra di 3,62 euro complessivi al giorno.
Quota che viene sottratta in automatico da eventuali attività lavorative remunerate interne o esterne al carcere. 


Quanto spende lo stato? 
Il costo giornaliero per ogni carcerato, si aggira intorno ai 100 e 130 euro.  La stragrande maggioranza delle spese  serve per pagare il personale,  ristrutturazione degli istituti penitenziari o la costruzione di nuove carceri.  


In conclusione:  solo il 7,5% del bilancio dell’amministrazione penitenziaria serve a mantenere i detenuti. 


AUTORE: ADELIO GENTILE









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